Buone feste!

Ciao a tutti!
Art Over Covers desidera augurare buone feste a tutti i nostri followers, band e artisti che continuano a scriverci e a seguirci.
A partire dal mese di Gennaio il sito subirà un restyling e sarà completamente nuovo! Le copertine già pubblicate saranno reindirizzate a nuovi link, verrete in ogni caso aggiornati su tutte le news e quando il nuovo sito sarà pronto ed operativo!
Verrà inoltre aggiunta una nuova rubrica che tratterà del significato dei nomi delle band.
Se anche voi siete dei musicisti, potete già inviarci la vostra descrizione sempre a questo indirizzo: artovercovers@gmail.com
Inoltre… abbiamo una nostra collaboratrice pittrice, Antonella Astori, che realizza dipinti rappresentanti le copertine dei dischi; per qualsiasi info potete scriverle a questo indirizzo: missy_lella@virgilio.it
A presto e… continuate a seguirci! Ci sono tante nuove e interessanti pubblicazioni in programmazione!
Ancora mille auguri da parte di tutto lo staff…

“Amaranth” – Nightwish

nightwish amaranth
Anno d’uscita: 2007
Sito web: http://nightwish.com/en
“Amaranth” è il secondo singolo tratto dall’album “Dark Passion Play” ed è stato pubblicato nel 2007 dalla Spinefarm Records. Per poter parlare di questa copertina, dobbiamo analizzare il soggetto, appunto l’amaranto,  un fiore originario dell’America centrale, qui raffigurato in un bosco e reso importante da una luce proveniente dall’alto. Questo fiore ha la peculiarità di non morire mai; raccolto per l’essiccazione, riprende vita appena sta a contatto con l’acqua, anche se i fiori sono ormai appassiti. Nella mitologia greca si narra che gli uomini festeggiavano le dee con ghirlande create da questo fiore, per ottenere così la loro protezione. I romani, invece, attribuirono all’amaranto il potere di tenere lontano le disgrazie e l’invidia. Fiore usato soprattutto nei riti funebri, per attirare la benevolenza degli dei, sia per i vivi che per il defunto stesso. In questa copertina, così come viene rappresentato, è comunque un simbolo di crescita, di speranza, di sentimenti duraturi.
Antonella Astori.

“Oceanborn” – Nightwish

Nightwish
Anno d’uscita: 1998
Sito web: www.nightwish.com
I Nightwish sono un gruppo musicale symphonic metal finlandese formatosi nel 1996 a Kitee. Nato come gruppo acustico, successivamente il loro sound si evolve fino a giungere al symphonic metal orchestrale di impatto cinematografico. “Oceanborn” è il loro secondo album, con ancora la fantastica voce di Tarja Turunen, pubblicato nel 1998 da Spinefarm Records.  Ha raggiunto la posizione numero uno nelle classifiche finlandesi per parecchie settimane ed è stato certificato con il disco d’oro in Finlandia con più di 5.000 copie vendute. La copertina ha prevalenza di colore blu, tra cielo (con la luna piena da cui s’intravedono dei timidi raggi e le nuvole) e canneto, dove è immersa una ragazza proprio in riva. Il colore blu ha la capacità di generare un senso di rilassamento nonostante la scena sia un po’ triste… La ragazza è sdraiata a faccia in su, occhi aperti, ma non si notano macchie di sangue; anzi, il vestito che indossa, è ancora bianco e intatto. Viene poi rappresentato un gufo enorme che rappresenta la chiaroveggenza e che domina praticamente la scena; essendo un animale notturno evoca l’oscurità come sinonimo di morte e di tenebra, un significato negativo, come uccello del malaugurio e annunciatore di morte. Questo suo ruolo viene meglio rappresentato con una pergamena tra le zampe, chiusa da un nastro rosso come il sangue, forse per rappresentare al meglio il dolore causato dalla morte. I colori della copertina,che sono veramente tanti, si fondono in maniera spettacolare, come spettacolare è la trovata di mettere il titolo sopra all’acqua e di riproporlo poi come riflesso, lì dove poi si proiettano i raggi della luna!
Antonella Astori

“Italia d’Oro” – Pierangelo Bertoli

italia
Anno d’uscita: 1992
Sito web: http://www.bertolifansclub.org/
Un gruppo di teste intente a divorarsi a vicenda. Questo lugubre dipinto dell’artista Maurizio Cercola è impresso sulla copertina dell’album “Italia d’Oro” di Pierangelo Bertoli. Siamo nel 1992, anno fatidico della storia d’Italia. Tangentopoli spazzerà via una classe politica; la mafia ammazzerà i giudici Falcone, Borsellino e le loro scorte. La spirale cinica di tanti connazionali è ben raffigurata nel disegno di Cercola. Ognuno pensa solo a se stesso, divorando quello che gli sta affianco. È una scena dantesca degna del conte Ugolino quella che l’esperto cantautore sceglie per un suo disco di svolta. Da un lato la sanremese “Spunta la luna dal monte”, dall’altro tanti pezzi che vogliono riprendere il discorso della copertina: una rassegnazione di fronte a una patria in cui nessuno guarda in faccia a nessuno, di fronte a un tutti contro tutti verso cui è obbligatorio indignarsi e cantare il proprio sdegno. È questa l’Italia di Bertoli, dove il poco oro rimasto dipinto ad acquarello sembra soccombere sotto i colpi di un massacro indiscriminato di teste.
Leonardo Marzorati

“Eppure Soffia” – Pierangelo Bertoli

eppure soffia
Anno d’uscita: 1976
Sito web: http://www.bertolifansclub.org/
Quale modo migliore per presentarsi al grande pubblico se non con la propria carta d’identità? È quello che fece nel 1976 Pierangelo Bertoli (1942-2002). Il cantautore di Sassuolo, dopo anni di lotta politica nell’estrema sinistra e dischi registrati per piccole case discografiche indipendenti, passò alla grande CDG di Teddy Reno. “Eppure Soffia” è il primo album a grande tiratura, quello che fece conoscere Bertoli al grande pubblico. La copertina mette la carta d’identità dell’artigiano della canzone (così amava definirsi) su uno sfondo marrone. La data di nascita, il colore degli occhi e una foto sorniona ci presentano un autore musicale controcorrente. Fa riflettere l’assenza di segni particolari sul documento, quando Bertoli, a causa di una poliomielite che lo colpi a tre anni, passò tutta la sua vita su una sedia a rotelle. Il cantante è un disabile che si sente normale; ciò che è fuori dagli schemi è la sua musica di lotta politica e sentimenti amorosi, tra folk emiliano, blues yankee e inni comunisti.
Leonardo Marzorati

 

“Equilibrium and Chaos” – Cold Raven

Cold Raven
Anno d’uscita: 2015
Sito web: http://www.reverbnation.com/coldraven
I Cold Raven sono una band black metal italiana nata nel 2013. Il loro stile è stato influenzato dalle band old school che hanno fatto parte della scena blackster negli anni ’90. In una recente intervista hanno citato i Dissection come gruppo riferimento per il loro stile. Le tematiche delle loro canzoni sono le religioni pre-cristiane, l’anti-cosmo e il caos. Vuall, il chitarrista, ci ha voluto spiegare l’artwork del loro ultimo disco intitolato “Equilibrium and Chaos” uscito i primi mesi di quest’anno. Il quadro di copertina è stato dipinto dal pittore Velio Josto, che vanta di essere l’art director di molti album dei generis. Nei sui lavori spazia dalle atmosfere biomeccaniche, medievali a quelle surreali, riconducibili molto allo stile 90’s per la loro grafica dalle tinte pastello e plastiche. La cover rappresenta un dipinto di un cimitero abbandonato posto all’interno di una foresta, nel quale è rimasta una sola lapide con il suo fedele corvo che fa da guardiano. L’idea della copertina è stata quella di avere uno scenario “mortifero” di assoluta pace (la lapide e la tranquillià di un cimitero abbandonato) e allo stesso modo vivo e imprevedibile (la natura imponente nella sua casualità selvaggia e il corvo). La morte e la assoluta natura incontaminata comunicano la sensazione di silenzio. Il disegno e la scelta della copertina stanno perfettamente in linea con il concept del titolo, dove “Equilibrio” e “Caos” esprimono i due opposti. In alto sulla sinistra c’è raffigurato un piccolo particolare, un’ampolla svuotata appesa a un ramo. L’ampolla è uno dei simboli cristiani perchè in essa sono contenuti l’acqua e il vino per l’eucaristia. Essendo vuota ciò può significare la totale assenza di un credo e di una fede, quindi la non accettazione di un Dio e quindi potrebbe portare a una sorta di legame “demoniaco” o anti cristiano. Il corvo sembra proprio guardare l’oggetto, il suo occhio è perfettamente sulla stessa traiettoria dell’ampolla. Il corvo è un altro simbolo che si mette in contrasto con la religione cristiana. Infatti è venerato da Odino, (nei dipinti sono sempre raffigurati insieme) ma non dai cristiani che per eccellenza hanno sempre creduto nella colomba, bianca, simbolo della vita e della purezza alla fine del diluvio universale. Un’altra curiosità che può dare maggiormente fondo al significato allegorico non religioso, è che lo sketch iniziale del disegno è stato abbozzato sulla forma di un pentacolo. La firma dell’artista piccola ma non impercettibile è incisa sulla inferriata sinistra del cancello; il termine “sinistro” è sinonimo di nefasto, minaccioso, torvo, cupo e pauroso.
Sara “Shifter” Pellucchi

“7 Vizi Capitali” e “La Danza Degli Insonni” – Lacrimas

Anno d’uscita: 2015
Sito web: https://www.facebook.com/lacrimasenigma
Esaminiamo questa volta il progetto solista di Enigma, voce basso e testi dei già conosciuti Collezionisti di Emozioni, chiamato Lacrimas. La sua musica sperimentale è strumentale e risulta cupa, misteriosa e oscura.

7 Vizi Capitali
Il primo album che esaminiamo di Lacrimas, è la copertina intitolata “7 Vizi Capitali”. I vizi capitali sono un elenco di inclinazioni profonde, morali e riguardanti il comportamento dell’animo umano e spesso sono più comunemente chiamati “peccati capitali”. La copertina risulta molto macabra nel suo insieme, soprattutto guardando i due occhi verdi che spuntano dalle mani del personaggio misterioso, mani che sembrano proprio porgere i due occhi come se nulla fosse. L’occhio è un elemento molto importante , perchè è ciò che vede anche attraverso l’anima e simboleggia il controllo su ogni cosa. Lo sguardo, a molti, dà un senso di impotenza se non si riesce a reggerlo, se non abbiamo la coscienza a posto. Il volto del personaggio,che rimane incappucciato, ha parecchi simboli, quasi a voler rifarsi ai tattoo che raffigurano di solito i teschi in stile old school. I simboli in questione sono colorati di rosso che,non a caso, è il colore del cuore, del sangue e dei muscoli, elementi indispensabili alla nostra vita. Vi troviamo il giglio di Firenze sulla fronte, un cuore capovolto dove si troverebbe il naso e dei fiori attorno agli occhi. Ma il rosso sta a significare anche la passione e la voglia d’amare; chissà? Forse un modo per combattere i sette vizi capitali, un’energia che ci può venire da dentro per non incappare in oscuri peccati che comunque fanno parte della natura dell’uomo.

la danza degli innocenti
Il secondo album che esaminiamo di Lacrimas, è la copertina intitolata “La Danza Degli Insonni”. Si rifà alla copertina dei “7 Vizi Capitali”, stesso stile, ma più cupa. (Curiosità; tra le altre cose, nel retro copertina, c’è comunque poi la stessa maschera dell’altro album, ma stavolta gli occhi sono più comprensibili e visibili). In questo artwork il fondo è tutto grigio scuro,con una luna piena bianca e il volto del personaggio è tutto nero, rimanendo sempre incappucciato, in modo che non viene comunque svelato il suo viso. Anche qua troviamo alcuni simboli, ma meno marcati rispetto all’altro e vengono comunque usati meno colori. Il naso è sempre un cuore grigio posizionato all’ingiù, come del resto verrebbe raffigurato il naso di un teschio. Il viola è il colore che dà il tocco alla scritta del titolo e a ciò che dovrebbero essere fronte, occhi e bocca. Il viola è il colore della penitenza, simboleggia il dolore, il tormento e la tristezza; forse il personaggio ha bisogno di intimità ed affetto e comunque si sente attratto da ciò che è mistero e magia.
Antonella Astori